Chiese e chiesette

La Chiesa parrocchiale di Treppo Grande dedicata all'Immacolata Concezione, è sorta nel 1871 su progetto del capomastro Girolamo D'Aronco di Gemona. In stile neoclassico attardato, è formata da due ottagoni sormontati da una cupola, preceduti da un avancorpo con facciata timpanata ritmata da lesene. Gravemente compromessa dal terremoto, è stata rimessa a nuovo nel 1982 insieme con il coevo campanile. Conserva, come altare maggiore, l'altare settecentesco già esistente nella Chiesa di S. Maria Elisabetta, molto bello, arricchito dalle statue dei Ss. Pietro e Paolo elegantemente modellate.

Nella Chiesa parrocchiale di Vendoglio costruita in falsi stili storici ci sono mosaici realizzati su cartoni di Fred Pittino (con la bella figura del Buon Pastore nella lunetta del portale in facciata.

A questo link documentazione di una Santa Messa Solenne del 17 Aprile 2005 in occasione del 15° di fondazione del Coro "Alpe Adria" di Treppo Grande, con immagini e registrazioni di canti.

Nella Vecchia Chiesa parrocchiale di S. Michele a Vendoglio, in disuso e semidistrutta dal terremoto, i lavori di recupero hanno portato alla scoperta di un notevole ciclo d'affreschi di Gian Paolo Thanner, databile al 1555 e quindi da considerare come l'ultima opera conosciuta dell'artista. Testimonianza nel libro Sulle vie del Thanner realizzato grazie al contributo della Associazione Pro-loco “G.B. Gallerio” di Vendoglio.

Nell'abside una Crocefissione dipinta secondo gli schemi consueti all'inizio del Cinquecento (si vedano le croci di Cristo e dei ladroni, le figure delle Pie Donne ai piedi della croce) e figure di Apostoli; nella volta del coro spartita da gotici costoloni, le figure dell'Eterno Padre, di Santi. Profeti, simboli degli Evangelisti, angeli musicanti. Staccati dai muri, gli affreschi sono attualmente in fase di restauro.

Nella Chiesetta di S. Maria Maddalena a Treppo Piccolo, tracce di antichi affreschi medioevali, tra cui un grande S. Cristoforo. E’ un piccolo edificio a pianta rettangolare, ad aula unica, di probabile fondazione cinquecentesca, anche se alcuni ritrovamenti pittorici facciali, potrebbero lasciar supporre che il corpo di base sia più antico.Pesantemente restaurata, la facciata presenta un portale in pietra con lunetta a sesto acuto, di fattura assai semplice, con simbolo cristologico scolpito sull'architrave.
Il basso campanile in laterizio appartiene ad epoca posteriore.Di notevole interesse artistico l'affresco che rappresenta una porzione di velario sito sulla facciata interna, a destra; altrettanto importante l'affresco del San Cristoforo con Bambino nella facciata esterna, lato strada, staccato, recuperato in un quadro e, ora, posto all'interno della chiesa.
All'interno, inoltre, si trova un'iscrizione sepolcrale a pavimento, datata 1676, e dedicata ad una nobildonna della famiglia dei Prampero.

La Chiesa di S. Antonio da Padova a Zeglianutto è stata riaperta nel dicembre del 2006 i lavori di restauro durati tre anni, portati a termine con i contributi della Regione Friuli-Venezia Giulia e l’importante intervento della parrocchia.

Singolare è la storia della chiesetta che fu inaugurata il 12 gennaio 1908: la scelta della seconda domenica di gennaio non è casuale, ma si lega alle vicende storiche che costrinsero gran parte della popolazione locale ad andare a cercar fortuna all’estero. Coloro che rientravano si fermavano generalmente a casa dal periodo natalizio a metà gennaio, per poi ripartire nuovamente. Il desiderio di disporre di un luogo in cui salutare e ricordare gli emigranti portò i cittadini del piccolo borgo a riadattare una chiesetta dedicandola a S. Antonio da Padova, la cui celebrazione, che tradizionalmente si svolge a giugno, venne appunto anticipata a gennaio. Per anni gli abitanti hanno mantenuta viva la tradizione svolgendo in tale periodo la «Sagre di Zeanut».

A questo link ricca documentazione della riapertura della Chiesa del 10-15 dicembre 2006, con immagini e registrazione di canti .


La Chiesetta di S. Giorgio a Carvacco è stata riaperta al culto, dopo la restaurazione, il 30-31 agosto 2003 , in occasione della "sagra del côs".

A questo link davvero ricca documentazione sulla Chiesetta e sulla festa nella giornata della benedizione, con immagini, registrazione di canti e suono delle campane.

Borghi e Case
Borgo Zegliacco - Castello

Sorge su lieve altura nei pressi dell’abitato di Zegliacco, dove anticamente si ritiene esistesse una postazione di vedetta che controllava la strada di origine tardo antica diretta da Concordia al Norico. Le prime notizie certe risalgono al XIII secolo, in cui Corrado da Zegliacco riceve da parte del patriarca Gregorio di Montelongo, l’investitura del castello e delle pertinenze, che attualmente ne formano il borgo rurale. Nel 1309 un incendio distrugge l’edificio a seguito della punizione inflitta dal Patriarca alla famiglia che si era schierata coi Conti di Gorizia e Rizzardo da Camino. Nel XV secolo il Castello fu messo all’incanto dal fisco passando, nei secoli, attraverso la proprietà di nobili casate. Il complesso castellano nel tempo ha subito numerosi rifacimenti e ristrutturazioni che hanno sconvolto l’assetto originario trasformandolo in residenza di campagna. Nella torre portaia, risalente al XVII secolo, rimangono le tracce di un muro contraffortato della torre medioevale e accanto i residui del fossato. Negli ultimi anni è stato acquistato e restaurato da una multiproprietà privata, rimediando a notevoli danni arrecati dal sisma che colpì il Friuli nel 1976. - vedi anche questo link

Borgo Zeglianutto
Casa De Giorge, in Via Diaz

Corte Martinis-Bernardinis, in Via Trieste. La corte si sviluppa su tre lati di un ampio quadrato, comprendendo famiglie diverse. Da questa ripetuta suddivisione degli spazi risulta un marcato frazionamento delle unità abitative, originariamente più ampie. Dal cortile si possono notare le caratteristiche scale esterne che conducono ai ballatoi.

Casa De Giorge, in Via Diaz e Casa Ponta, in Via Trieste. I due edifici rappresentanto un raro esempio di architettura spontanea friulana. Casa De Giorge (fine XVIII secolo) si distingue per i pregevoli archi ribassati che caratterizzano il piano terra e il primo piano. Casa Ponta (XVII secolo) presenta un tipico porticato e facciata ad archi. Distinte da un corpo principale, in cui la suddivisione degli spazi si ripete in maniera molto simile con cucina e cantina al piano terra e stanza al primo piano. Le due abitazioni sono accomunate da un’ampia corte.

Borgo Floreani e Salaris- Vendoglio

Casa Floreani - Mappature venete già indicano nel XV sec. la presenza del borgo. Il catasto napoleonico del 1810 ci mostra la rilevanza di Casa Floreani all'interno della borgata e varie costruzioni tutt'attorno dipendenti a questa o utilizzate come abitazione dai braccianti senzaterra. Grazie al catasto austriaco del 1851 si nota un grande ampliamento fornendo all'edificio principale la tipica forma a L e chiudendo la corte interna così protetta dai venti freddi e umidi del nord. Il catasto italiano datato 1935 non dimostra rilevanti trasformazioni. Sappiamo però che negli anni 50 vengono chiuse alcune stalle per trasformarle in cucine e sale, alcune pavimentazioni in semplice tavolato vengono rifatte con la pregevole tecnica del seminato veneziano e molti lavori esterni aumentano il pregio di casa Floreani. Il sisma del 1976 che ha devastato il Friuli non ha risparmiato Borgo Floreani ma grazie a due interventi di ristrutturazione oggi si può godere ancora di questo luogo e riposare come fece Napoleone.Perla di architettura rurale è diventata oggi grazie a una felice ristrutturazione Agriturismo ”Borgo Floreani - La Polse dal Imperador” che offre ospitalità a quanti vogliano godere della spontaneità e del calore della famiglia friulana.

Casa Basso (XVIII secolo), posta su un colle in Borgo Salariis, rappresenta un pregevole esempio di architettura rurale. Dal portone, dotato di copertura, si accede al cortile e ponendosi frontalmente all’edificio, si possono notare i due piani destinati all’abitazione e il sottotetto praticabile. Si distinguono le scale esterne che conducono ai ballatoi.

“Lavadôrs”


Borgo Moretti
Treppo Grande- sculture di Franco Maschio
Borgo Moretti

Il “Lavadôr”, lavatoio, è testimone fedele e fidato di pezzi di storia e di vita di tutta la comunità. Era importante per la sua specifica funzione, considerato che dava la possibilità alle donne del paese di risciacquare i panni con più comodità senza dovere andare fino alle sponde del fiume. Non si può tralasciare anche l’importante funzione sociale rivestita da questa struttura: quante volte con le mani gelate le nostre nonne, madri e sorelle risciacquando e sbattendo i panni fradici hanno parlato, pregato e cantato assieme al leggero mormorio dello scorrere dell’acqua.Sotto questo tetto tante donne del paese hanno dato sfogo ai loro problemi, alla loro malinconia, alla loro felicità.

Tra la bibliografia si cita il libro “TREPPO GRANDE “ edito dall'Amministrazione Comunale (Aprile 1990) consultabile presso la biblioteca comunale:

 

  • Chiese e chiesette di Treppo Grande

  • L'architettura come documento di un passato

  • Aspetti ed influenze del sisma nell'ambito comunale